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A Salò la terra dei Dal Bon confina con il Guasto, una cascina dove abita la famiglia Giacomini, sedici persone in tutto che vivono di campagna, di allevamento e di bachi da seta. Su tutti vigila la zia Tiglia, detta Santamento, ottima risidura, amministratrice delle finanze di casa, fata in cucina. Fata, maga, fattucchiera dei fornelli, in grado di trasformare un pollo in una cena per sedici persone.

Elisa, figlia di Micheli Maria e Giacomini Primo, vive al Guasto aiutando la zia in cucina e occupandosi dei bachi da seta che stanno in una stanza buia della casa. La responsabilità della loro crescita è delle donne che li impilano con cura, tritano le foglie del gelso, ascoltano il loro crepitio nel silenzio delle ore notturne. E i guadagni della vendita della seta servono per comprare lenzuola, grembiuli e camicie.

Il Guasto produce grandi quantità di vino. Ogni anno, al momento della vendemmia, venivano posizionati i tini nell’aja e i bambini zampettavano nell’uva sprofondando fino alle cosce. Il fracasso era inimmaginabile, lo zio Luigi infuriato tuonava di uscire dai tini. Allora i bambini, con le gambe viola coperte di vinacce e vinaccioli, sgambettavano in cantina a riempirsi la bocca di dolce mosto. Terminata la fermentazione ed effettuati i primi travasi il vino è pronto per essere venduto al licinsì. Nell’aja vengono messi i tavolini e arrivano i primi clienti: la Renata col Cagnì (beve la Renata e beve anche il Cagnì), il Piero Brate, il Canalì, il Gina, il Mario Verità e l’onnipresente Farinì.

Primo Dal Bon fa il fattore e amministra la produzione del Guasto per conto del sig. Fazi. Frequentando il Guasto e il suo Licinsì conosce Elisa di 11 anni più giovane di lui. Si sposano nel 1948, Elisa si trasferisce in casa Dal Bon e da questo momento cambia nome; oggi tutti la conosciamo come Angela, o meglio Angelina. Questi rimangono misteri…